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AISI - Associazione Imprese Subacquee Italiane

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AISI - ASSOCIAZIONE IMPRESE SUBACQUEE ITALIANE
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ASSOCIAZIONE IMPRESE SUBACQUEE ITALIANE

 

Nel cuore del Diving Professionale Italiano


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 Legge 2521: La Subacquea Professionale come infrastruttura per la Sicurezza Nazionale.

La recente approvazione della legge 2521, dedicata alle “Disposizioni per la sicurezza delle attività subacquee”, rappresenta un passaggio di sistema per un comparto che per decenni ha operato in assenza di un quadro normativo univoco, spesso soggetto a interpretazioni eterogenee da parte delle Capitanerie di Porto.

Questa frammentazione ha generato incertezza operativa, disomogeneità procedurale e, in molti casi, l’elusione delle più elementari regole di buona prassi tecnica.

Con il nuovo provvedimento, il legislatore riconosce finalmente la subacquea professionale come attività strategica per la sicurezza nazionale, per la tutela degli operatori e per la protezione delle infrastrutture critiche del Paese.

Il mare, infatti, non è soltanto un dominio ambientale, ma un’infrastruttura diffusa che ospita reti essenziali: elettrodotti e gasdotti sottomarini che integrano l’Italia nei sistemi energetici europei, condotte per l’approvvigionamento di gas naturale, piattaforme offshore e impianti per la produzione energetica da fonti rinnovabili, oltre a fondali che supportano infrastrutture portuali e rotte di navigazione.

A questo si aggiunge la rete globale di telecomunicazioni, costituita per oltre il 96% da cavi posati sui fondali marini o interrati superficialmente. La continuità operativa di queste infrastrutture richiede attività di monitoraggio, ispezione e intervento ad alta specializzazione, svolte in condizioni ambientali complesse e con elevati livelli di rischio.

In questo percorso di maturazione normativa, un ruolo determinante è stato svolto da AISI – Associazione Imprese Subacquee Italiane, che già nel 2010 promosse e contribuì in modo decisivo alla pubblicazione della norma tecnica UNI 11366, primo riferimento organico per la definizione degli standard operativi della subacquea industriale.

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La norma introdusse criteri chiari per la qualificazione delle imprese, la composizione delle squadre operative, la gestione del rischio, l’impiego delle attrezzature e la pianificazione delle immersioni. Il suo valore fu riconosciuto dallo Stato con il Decreto Liberalizzazioni n. 1 del 24 gennaio 2012, che ne sancì l’adozione come riferimento tecnico nazionale per le attività subacquee professionali. Da allora, AISI ha svolto un’azione costante e perseverante, diventando interlocutore tecnico privilegiato nei tavoli istituzionali e contribuendo in modo sostanziale alla definizione del testo della legge 2521.

Il nuovo impianto normativo riconosce formalmente la subacquea industriale come presidio essenziale per la sicurezza delle infrastrutture strategiche e introduce criteri uniformi per la qualificazione delle imprese e degli operatori. Le aziende del settore non sono più considerate meri fornitori di servizi tecnici, ma soggetti responsabili della continuità operativa di asset critici. La legge stabilisce requisiti minimi per l’abilitazione delle imprese, obblighi di formazione continua, standard per la pianificazione delle attività e criteri di tracciabilità delle operazioni. Questo approccio rafforza la capacità del sistema Paese di prevenire incidenti, interferenze con la navigazione e danneggiamenti accidentali o intenzionali alle infrastrutture sommerse. Elemento cardine della legge è il richiamo esplicito alle norme tecniche UNI, e la norma principe dell’Ente di Normazione Italiano è la UNI 11366, che continua a rappresentare il principale strumento di armonizzazione tra quadro legislativo e prassi operativa.

Difatti la norma fornisce un corpus di procedure verificabili, riduce le ambiguità interpretative e consente alle autorità di vigilanza di basare i controlli su criteri oggettivi. L’integrazione tra legge e standard tecnici crea un ambiente regolatorio stabile, nel quale la sicurezza non è un adempimento formale, ma un processo strutturato e misurabile. Questa evoluzione normativa apre inoltre nuove prospettive industriali. La conformità agli standard tecnici facilita l’accesso ai mercati internazionali, dove la certificazione delle competenze e delle procedure è un prerequisito essenziale. Si ampliano gli ambiti applicativi: dall’impiego di ROV e sistemi autonomi per l’ispezione avanzata, al monitoraggio ambientale dei fondali, al supporto alle infrastrutture energetiche offshore, fino alle attività di bonifica, recupero e intervento su relitti e manufatti storici. Il settore può così contribuire in modo significativo alla transizione energetica, alla digitalizzazione delle reti e alla sicurezza marittima.

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La legge 2521, in conclusione, rappresenta un salto di qualità per l’intero comparto. Rafforza la protezione delle infrastrutture strategiche, valorizza il ruolo delle imprese qualificate, introduce un quadro regolatorio moderno e coerente, integra le norme tecniche come strumenti operativi indispensabili e apre nuove opportunità di sviluppo tecnologico e professionale. È una legge che riconosce la subacquea industriale come componente essenziale della sicurezza nazionale e come settore ad alto valore aggiunto, capace di coniugare competenza tecnica, innovazione e responsabilità operativa.

Il Testo integrale del disegno di legge 2521 (ex 1462 approvato dal Senato) Disposizioni in materia di sicurezza della Subacquea

La Subacquea professionale verso standard unificati a livello Europeo

 

La UE su indicazioni del European Diving Technology Committee intende armonizzare le linee guida per la sicurezza nelle attività Subacquee professionali.

 

📰 Armonizzare la Sicurezza Subacquea: Una svolta europea per il diving commerciale La Commissione Europea ha pubblicato una nuova linea guida a cura del gruppo DIVEX, che rappresenta un momento storico per la sicurezza nel diving professionale. L’obiettivo? Costruire una prassi operativa unificata, valida in tutti i Paesi membri dell’UE e riconosciuta anche a livello internazionale. In un settore complesso come quello del lavoro subacqueo, dove la sicurezza è il primo strumento operativo, l’armonizzazione significa:

 

✅ Maggiore tutela per gli operatori 

✅ Procedure condivise e standardizzate 

✅ Riconoscimento professionale transnazionale 

✅ Riduzione dei rischi nelle operazioni internazionali

 

🔧 La guida DIVEX non è un documento tecnico isolato, ma il frutto di anni di lavoro e di confronto sotto l’impulso dell’European Diving Technology Committee (EDTC) – il comitato che promuove eccellenza tecnica e sicurezza nel lavoro subacqueo.

 

📌 In particolare, la rappresentanza italiana in seno all’EDTC ha avuto un ruolo fondamentale. Composta da esperti di altissimo profilo:

 

  • Dott. Pasquale Longobardi – medico iperbarico e direttore sanitario Centro Iperbarico di Ravenna, presidente dei Fondazione Mistral. 
  • Ing. Massimo Becherucci – Responsabile Scuola Sommozzatori Vigili del Fuoco. 
  • Ing. Orlando Pandolfi – coordinatore e specialista di normative europee, membro di AERO 
  • Giovanni Esentato - Segretario AISI
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Grazie al loro contributo, l’Italia non è solo protagonista, ma anche motore di innovazione, sicurezza e coerenza normativa.

 

🌐 Un’Europa subacquea più sicura è possibile. E oggi è più vicina che mai.

La IMCA , International Marine Contractor association nel marzo 2025 ha pubblicato il catalogo delle Leggi e delle Linee Guide Legislative e Tecniche che insistono a livello internazionale. A pagina 8 del documento la descrizione di quanto esiste al momento in Italia in riferimento alle Norme e Leggi nazionali per le Attività Subacquee Italiane. AISI è l'unica organizzazione contemplata nel catalogo pubblicato. 

La linea guida pubblicata da European Diving Technycian Committeee

La Norma UNI 11366/2010 è acquistabile presso lo store di UNI all'indirizzo:

https://store.uni.com/uni-11366-2010

La RPDO della IOGP

Il Pdl 1462 “Disposizioni per la sicurezza della Subacquea” approvato dal Senato e avviato all'iter legislativo della Camera (N° 2125)